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STELLA
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giovedì, marzo 19, 2009
Può una giornalista stare senza stampante?
No. Ci sono le ricevute da stampare, gli articoli da archiviare, il currciulum da rifare, eccetera. Così, come la prima stampa di ieri è uscita con la foto a colori ma senza nessuna scritta, sono uscita per mettermi alla ricerca di un negozio che mi vendesse l'inchiostro nero di una stampante che non so bene neanche io com'è. Sono tornata mezz'ora dopo, con un pacco di Ciocchini (=biscotti del Mulino Bianco con gocce di cioccolato), ma senza inchiostro. Tanto non avrei saputo come metterlo.
sabato, febbraio 14, 2009
Com'è che ora che sono disoccupata lavoro il triplo di quando non lo ero?
Ovviamente guadagno molto meno, ma questo è un dettaglio.
domenica, febbraio 08, 2009
Dettagli del piano "criminale" che sto preparando
Location: Firenze Giorno x: 24 (forse anche 25 mattina?) Obiettivo: dare la caccia ai fratelli Gallagher su e giù per il centro, armata di macchina fotografica, cd demo del gruppo di un mio amico, materiale per autografi e curriculum scritto in inglese. Ora ripetete insieme a me: PAZZA!! Percentuale di riuscita: pari a zero, ma mi piacciono le imprese disperate!
mercoledì, gennaio 28, 2009
Oscar Wilde Murder Mysteries Si tratta di una serie di romanzi di Gyles Brandreth, in cui Oscar Wilde si improvvisa investigatore, per risolvere casi di omicidio di persone a lui note. Oscar Wilde e il gioco della morte
martedì, gennaio 27, 2009
Sherlock varie Nei giorni scorsi sono stata a Londra, dove ho potuto dare sfogo alla mia recente passione per Sherlock Holmes (risalente ad agosto, quando ho letto tutti i romanzi e i racconti ufficiali) visitando la casa - museo. Si tratta di una bel fatta ricostruzione di come doveva essere la casa del famoso detective, basata sulle descrizione fatte da Conan Doyle, con tanto di statue di cera che ricostruiscono alcune scene dei libri, piccolo museo dotato di pistola di Watson, siringa ipodermica con cui Sherlock si iniettava la cocaina, fasci di lettere, oggetti personali. Sherlock Holmes A proposito, cosa pensare del film di Guy Ritchie al momento in lavorazione? Sono curiosa, e lo andrò probabilmente a veder eil primo giorno di uscita, ma pare si tratti di un film d'azione.
domenica, dicembre 28, 2008
Ultimo giorno
Arriva sempre il momento delle scelte. E quando arriva, d solito mi faccio cogliere dai dubbi, e mi trovo a riflettere e a cambiare idea molte volte prima di compiere una qualunque scelta. Stavolta, invece, non ho avuto dubbi sul cosa rispondere. Sapevo che lo avrei fatto da quando a ogni rinnovo del contratto, lo sapevo da quando si iniziò a parlare di assunzione: l’ho sempre vista come qualcosa che non riguardava me in prima persona. E naturalmente sapevo che questa scelta avrebbe creato dubbi e stupore nelle altre persone. Stupore che neanche l’impiegato del reparto Risorse umane è riuscito a dissimulare. Posso capirlo: del resto, chi può pensare che dopo due anni e mezzo passati a lavorare come precaria in un’azienda, si possa rifiutare un’assunzione con contratto fisso?
Talmente stupito che mi sono sentita in dovere di giustificarmi “vorrei iscrivermi di nuovo all’università”. E lui ha concluso: “Del resto, ognuno fa le scelte che ritiene più opportune”.
Appunto. Ed è quello che sto rispondendo a tutti coloro che strabuzzano gli occhi e mi dicono “sei pazza, dove lo trovi un altro lavoro fisso, con la crisi che c’è, sei sempre in tempo a trovare un altro lavoro”.
Non sono d’accordo. So che sono qui appunto da più di due anni, entrata con l’immortale frase “appena trovo qualcosa di meglio mi licenzio” e non ho cercato nulla. Ho bisogno di tempo per cercare collaborazioni e tirocini, e i mesi di disoccupazione che mi assicurano comunque un’entrata fissa fanno proprio al caso mio. Non si è trattato di una decisione presa a caldo, solo perché “non mi va”: è tutto calcolato.
Ovviamente, la sfera di cristallo non ce l’ho, e non so se riuscirò effettivamente in quello che voglio (anche se ci spero molto9. Ma a 26 anni, senza affitto o mutuo e senza figli, penso di potermi permettere di correre il rischio.
Di certo c’è che non sento quella sensazione opprimente delle scelte fatte senza convinzione totale: anzi, mi sento euforica e libera, ansiosa di iniziare a guardarmi intorno e a programmarmi la nuova vita da disoccupata.
Intanto, domani è l'ultimo giorno.
domenica, settembre 14, 2008
Pioggia di settembre E' destino che mi prenda tutta la prima pioggia della stagione autunnale. Di solito succede perchè, dopo la torrida estate, non ho più l'ombrello portatile che di solito tengo in macchina. O l'ho tolto, o l'ho perso, o l'ho rotto; e non avendone bisogno nell'afa di agosto, mi scordo di rimettercolo quando il cielo si rannuvola.
lunedì, giugno 23, 2008
Jeanne Kalogridis - L'enigma della Gioconda
Ho comprato questo romanzo, sinceramente, senza aspettarmi granchè. Mi incuriosiva solo perchè ambientato nel rinascimento fiorentino, ma ero convinta che una storia di Lisa Gherardini (la famosa Gioconda) inventata dall'autrice, sarebbe stata un pacco totale. E invece, oh, una volta iniziato, non riuscivo più a smettere! Più di 500 pagine divorate in tre giorni! C'è tutto: amore, mistero, avventura, intrighi, le vecchie lettere scritte con l'inchiostro simpatico e gli incontri segreti in cattedrale. E poi omicidi, congiure, rivolte popolari, carestie, amanti segrete... Vi piace la politica? c'è anche quella. Vi piacciono i torbidi segreti familiari? ci sono! E l'arte? C'è! Oltre ai personaggi principali, ce ne sono molti altri: alcuni storici (Savonarola, Leonardo, Lorenzo il Magnifico...), altri inventati di sana pianta. Le loro vicende si intrecciano intorno alla protagonista, un personaggio realmente esistito ma del quale non sappiamo nulla. Chissà chi era Lisa Gherardini del Giocondo, chi ha amato, come è vissuta. Lo sentiamo direttamente da lei, in quanto la vicenda è quasi interamente raccontata in prima persona dalla stessa protagonista. Ovviamente va letto come un romanzo di fantasia: le uniche cose reali sono le ambientazioni storiche e politiche: ma vi assicuro che è una lettura piacevolissima. I misteri e le domande si susseguono capitolo dopo capitolo, e non riuscirete a staccarvene! Ecco un piccolo estratto: Infine, prese il pennello. Restai ferma a lungo, ad ascoltare il sussurro della pelliccia bagnata contro il gesso asciutto, facendo del mio meglio per non grattarmi il naso, per non fare il più piccolo movimento. Leonardo era concentrato e inaccessibile; tutta la sua attenzione era rivolta al lavoro che aveva davanti. Guardava il mio volto, vedendone ogni curva, ogni segno, ogni ombra, ma non vedeva me. Gli chiesi: "Questo è per Piero? Lo darete a lui?"
lunedì, giugno 16, 2008
Esperienza di lettura fallimentare Avvertimento: questo post mi è stato ispirato dalla mia ultima lettura (ancora in corso): “Una vita da lettore” di Nick Hornby. Si tratta di una raccolta di recensioni di libri e articoli sul piacere della lettura, pubblicati su una rivista nel corso degli ultimi anni.
L’ultima volta è successo un anno fa: e il libro è ancora lì su una mensola, con il segnalibro fermo a pagina 246. E me ne vergogno particolarmente in quanto si tratta di un capolavoro che ha fatto appassionare (e continua a fare appassionare) migliaia di persone in tutto il mondo. Ma io, ecco, proprio non ce la faccio. Sarà la traduzione italiana (scritta in una prosa non proprio agevole), o sarà che non riesco a appassionarmi alle avventure dei protagonisti (che ammetto essere anche molto simpatici). Spero che Tolkien non si offenda, ma “Il signore degli anelli” giace abbandonato sulla mensola accanto al PC. Ho deciso di leggerlo spinta dalla curiosità per aver visto i film, che mi sono piaciuti tutti moltissimo, e me lo sono fatto prestare da un amico: per niente spaventata dalla lunghezza del tomo, ero certa che mi avrebbe presa così tanto da non riuscire a staccarmene finché non l’avessi finito. Mi sbagliavo clamorosamente. Me lo son fatto prestare da Luca, e a questo punto tanto vale che glielo renda. So che molti di voi adesso staranno pensando: "No, ma come?! Ma non è possibile che non possa piacere, è uno dei miei libri preferiti!"
lunedì, maggio 26, 2008
ATTENZIONE Pensi che dovrei rischiare la mia vita per salvare quella di Amber? Con una domanda così semplice e diretta (“pensi che dovrei rischiare la mia vita per salvare quella di Amber?”) House costringe Wilson a ragionare nuovamente con lucidità, a riflettere sulle conseguenze di quello che gli chiede e a decidere se è quello che vuole veramente. Dietro quella frase, c’è un discorso molto più lungo. E’ come se gli dicesse: “Pensi davvero che debba farlo? Sai che rischierò la vita: se le cose andranno male non avrai perso solo la tua fidanzata, ma anche il tuo migliore amico. E ti troverai a vivere per sempre con il rimorso di avermelo chiesto. Sei davvero sicuro di voler correre questo rischio?” Chi ha visto la puntata sa che sarà tutto inutile, purtroppo: House rischierà sul serio la vita, ma inutilmente. e la sua amicizia con wilson ne uscirà (forse) compromessa. Perchè se lui non si fosse ubriacato, se lui non avesse telefonato a Wilson ma avesse preso direttamente l'autobus, se, se, se... E wilson lo sa. Ma tornare a casa e trovare l'ultimo biglietto di Amber ("scusa se non ci sono, sono andata a prendere House"), non sarà qualcosa che potrà dimenticare tanto presto. |
cinema
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